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Il pranzo della domenica…

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Il racconto che segue è stato scritto da Mamit, alias la mia mamma, in occasione del primo pranzo che ha preparato per i miei suoceri e mia cognata, un paio di mesi fa.

Ci ha ospitati tutti a casa sua, considerando che al momento io e l’Avv. siamo un po’ accampati causa traslochi vari.
Con questo racconto, Mamit parteciperà al Ciofeca’s Day o Disaster Award indetto da Alex di Cuoche dell’altro mondo.
Siccome io trovo questo racconto esilarante, e mi piego in due ogni volta che lo leggo/lo racconta, l’ho “costretta” a partecipare al Disaster Award, e siccome son perrrrrrfida (:D), per esser certa che abbia la visibilità che merita, col suo permesso lo posto anche qui.
Per strappare una risata anche a voi.

Il pranzo della domenica
Torno dall’aver confezionato 2 teglie di lasagne al forno. E tra poco si riparte col tiramisù. Domani ho a pranzo i suoceri e la cognata di Pupina, Pupina e l’Avv. Il Fiancé no, è in quarantena: ieri ha fatto il 1° vaccino anti-gatti e per 10 giorni deve stare alla larga dagli “untori”. Domani mattina farò l’arrosto di vitello con pancetta e funghi. Patatine al forno e insalata. Limoncello, caffè, dolcini e ammazza-caffè per chiudere. Menù casalingo e largamente collaudato, ma ciononostante sono discretamente in fibrillazione.
Precedenti – e sconvolgenti – esperienze, mi hanno insegnato che non si deve mai tentare nuovi esperimenti culinari proprio in occasione di un pranzo “importante”. Sbagliando s’impara. Ma per imparare (sbagliando) si versano fiumi di sangue, sudore e lacrime.
Restano memorabili, nella storia di Mamit-cuoca, 2 particolari episodi. Tanto vergognosi e umilianti da frustrare le velleità della nostra, che solo in tempi recenti si è riavvicinata timorosamente baldanzosa ai fornelli.
Il primo evento risale al capodanno del 1977.
Mamit, fresca sposa, arrivata al matrimonio con pochissime nozioni di cucina, ma volonterosa e testarda come sempre, aveva imparato a fare superbi risotti, qualche secondo di carne molto apprezzato e alcuni dolci di sicuro effetto e riuscita. In quel 31 dicembre, con ospiti, poteva Ella mai pensare di riproporre un menù dignitoso ma scevro da sorprese? Certo che no.
Le sembrava banale, non all’altezza della situazione e, sorda ai suggerimenti del maritino, si cimentò in: bignè farciti al formaggio, capesante gratinate, treccia di branzino e salmone, e filoncini di pane alle erbe. Passò tutta la giornata chiusa in cucina, sacramentando e ustionandosi a più riprese, maledicendo il capodanno, gli ospiti, i ricettari, e la sua stupidità. Ma ormai era diventata una questione di principio. Per nulla al mondo avrebbe cambiato il suo menù, dimostrando una volta di più che l’ostinazione cieca e cocciuta è prerogativa degli imbecilli.
I bignè uscirono dal forno di un bel color cioccolato fondente. Passarono direttamente dalla piastra del forno al secchio della spazzatura e vennero sostituiti da un piattone di affettati misti. Le capesante, in compenso, erano mezze crude, ma tutti le mangiarono senza fiatare. Anche perchè lo sguardo bieco e cattivo di Mamit non ammetteva alternative. La treccia non restò una treccia, ma si presentò come due distinti – ben distinti – filetti di salmone e branzino. Rimediammo ammazzandoci di pane alle erbe spalmato di Philadelphia.
Il secondo episodio mi vide protagonista nell’estate del 1985. Avevo ospiti i cugini francesi del marito, mi prese un parossismo di performance che ancor’oggi non so spiegarmi. Sta di fatto che mi misi a sfogliare ricettari molto stravaganti, alla ricerca di qualcosa di assolutamente originale da presentare a quei fini palati. Il marito, ça va sans dire, era molto preoccupato, ma non osò obiettare e mi lasciò fare.
Purtroppo.
Alla fine trovai un antipasto freddo che prevedeva avocado, uova di salmone, maionese, pinoli, succo di limone, pezzetti di speck. Ricordo che leggevo ed inorridivo io per prima. Tuttavia decisi che quello era l’antipasto giusto, originale e inconsueto come io volevo. Lo preparai, lo servii, vidi 4 teste chine sui piatti, e si fece il silenzio.
Io non stavo tanto bene e non ne mangiai, ma inorgoglita dal fatto che tutti avevano rapidamente finito la loro porzione, chiesi arditamente “ne volete ancora? Ce n’è, eh, non fate complimenti”…. Come un sol uomo, mi arrivò un gentile ma fermissimo “no, grazie” ……
Mio marito mi raggiunse in cucina e mi sussurrò “scusa eh? ma era semplicemente terrificante”. Ci rimasi malissimo, ma almeno fu l’ultimo esperimento. Poi Nonna prese saldamente in mano le cucine, e la nostra alimentazione, e tutto andò benissimo.
In tempi recenti ho dovuto, obtorto collo, rimettermi a cucinare. Nonna non ce la fa più e io ho abbastanza tempo per dedicarmici. Finora tutto abbastanza bene. Ma sento che comincio a scocciarmi dei soliti piatti che mi riescono perfettamente. Sento che potrebbe essere vicino il momento di provare qualcosa di nuovo …. ma domani, no, domani andiamo sul sicuro.

 

  • miciapallina dice:

    Pubblicato: 26 Marzo 2009


    Tua mamma è una vera forza!
    sempre detto io!
    nasinasi

    p.s. però quando andremo a trovarla... per favore, pasta al forno!

  • Kitty's Kitchen dice:

    Pubblicato: 26 Marzo 2009


    Che ridere con questo tuo racconto! SIMPATICISSIMO! Dagli sbagli si impara, sono d'accordo!
    Io sono esattamente come te mi faccio prendere dall'ansia da prestazione e per voler strafare finisco con fare delle gaffè assurde.
    Maledicendomi di non aver fatto un arrosto semplice semplice e di essermi rilassata il resto del tempo!
    Capita! Ti abbraccio con moooolta solidarità, sono sicura che brava come sei ci saranno stati molti momenti in cui i tuoi ospiti avranno apprezzato la tua cucina sia creativa che tradizionale. Io personalmente l'apprezzo molto, poi certo virtualmente dalle foto!

  • Cristina dice:

    Pubblicato: 26 Marzo 2009


    Troppo bella la storia, sono morta dal ridere ciao

  • Mamit dice:

    Pubblicato: 26 Marzo 2009


    Micia, giuro con la mano sul cuore: pasta al forno!
    Tra l'altro, mi sta venendo benissimo, l'ultima ha ricevuto entusiastici commenti persino dalla Chef-Pupina.
    E i suoi complimenti valgono doppio!

    Kitty e Cristina: grazie. Ora ci rido sopra anch'io, ma in quelle 2 occasioni mi sarei tagliata i polsi con il denocciolatore (per essere sicura di non morire davvero!)

  • 77mele dice:

    Pubblicato: 26 Marzo 2009


    Grazie per averci fatto ridere, troppo forte Mamit.
    Ciao tesoro e buona serata.

  • Ros dice:

    Pubblicato: 27 Marzo 2009


    Ciao Mamit, sono Ros l'amica del Kuwait, di miciapallina e Grande Gatto, e siccome "Gli amici degli amici sono anche miei amici" ti mando un caro saluto.
    Leggendo il tuo racconto mi hai fatto ricordare (avevo ben rimosso!!!)che lo stesso capito' a me nel preparare una cena...quindi sei in buona compagnia...
    Bello il blog, verro' a trovarvi spesso!!

  • Laura dice:

    Pubblicato: 27 Marzo 2009


    Che ridere!! Se passi da me c'è un premietto per te! Baci

  • Pupina dice:

    Pubblicato: 27 Marzo 2009


    Kitty/Cristina: felice di avervi fatte ridere... Mia mamma è vagamente svitata a volte, ma non è cattiva, eh? :)))))

    Micia: beh, dov'è finito il tuo senso del pericolo? Il tu pellicciotto sullo stomaco? La tua curiosità culinaria? La tua voglia di assaggiare sempre cosine nuove?
    Altro che pasta al forno, qui stiamo già sfogliando riviste per trovare il perfetto preanzo di accoglienza per i nostri ospiti vip! :))))

    77mele: sarò figlia di una donna matta, vero? :)

    Ros: ciao, benarrivata! Per noi vale lo stesso, i MiciaGGamici sono tutti amici nostri, quindi...stropicciamoci e non se ne parli più! :)

    Laura: passo e piglio :)

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    Pubblicato: 25 Marzo 2009

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    Commenti: 8

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