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Biscotti che valgono.

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Biscotti che valgono.

La maledizione del blogger è la curiosità, il desiderio continuo di voler ricreare/sperimentare/assaggiare sempre cose nuove, in cerca di nuove sfide, sapori e meraviglie varie.

Ci sono in tutte le famiglie ricette che si susseguono con maggior frequenza rispetto ad altre: perché oggettivamente buone, rapide da realizzare, perché richiedono magari quei 4 ingredienti che si hanno sempre in casa, perché ad esse associamo qualche piacevole ricordo. I motivi sono svariati.

Ci sono poi ricette che spuntano e come per magia tutti quelli che le leggono hanno voglia di rifarle. Nei foodblog spesso si viaggia a periodi simili, quelli in cui “tutti a fare il no knead bread” o “tutti ad usare la fava tonka (mi dichiaro colpevole)”, o ancora “tutti a provare i meltaways (colpevole pure qui)” o per qualche caso sei tu a far partire una golosa catena (sì, anche qui colpevole, coi baci di dama.).

C’è stato, anni fa (e parliamo del 2009, nel mio caso) il periodo delle squisite margherite di Stresa, che sono poi dei friabilissimi frollini realizzati con la frolla di tuorli sodi. Io li avevo letti in un forum di cucina e subito ho voluto provarli. Nel giro di poche settimane li ho trovati e ritrovati un po’ ovunque, scoprendo così una delle prime golose catene di cui avevo fatto parte.

Li ho rifatti non so più nemmeno io quante volte, poi come spesso accade mi sono dedicata ad altre preparazioni e loro sono stati dimenticati… Fino ad oggi.

Ci sono ricette che vivono del momento, delle mode passeggere, ed altre che meritano di tornare di tanto in tanto alla ribalta. Magari, nel mio desolante caso, meritano anche un nuovo servizio fotografico, considerata l’ignominia dei miei primissimi scatti: non che ora sia chissà che, ma di certo le foto fatte ora mi piacciono, mentre allora il mio unico obiettivo era mostrare il risultato finale.

Sono la prima ad ammettere che subisco il (nemmeno troppo sottile) fascino di una fotografia fatta con un minimo di cura, e cuore. Se vedessi oggi la mia ricetta di allora probabilmente non avrei nemmeno voglia di replicarla, perché le foto non riuscivano minimamente a farmene percepire la bontà. Può essere successo anche a voi, e la colpa è mia: non sono riuscita a far passare quanto questi biscotti siano favolosi.

Spero di riuscirci oggi, perché qui parliamo di qualcosa che merita di essere fatto e rifatto, accantonando magari, per una volta, il desiderio di nuovo, avvolgendosi nella tanto rassicurante copertina di Linus.

La ricetta di partenza era lievemente diversa, io ho fatto leggere modifiche arrivando a questa, definitiva.

Biscotti che valgono.

MARGHERITE SCIOGLIEVOLI (modificata dalla ricetta originaria di Elena Chesta)

Ingredienti (nel mio caso, per una 60ina di biscottini)

220 gr di burro morbido
120 gr di zucchero a velo
1/2 buccia di limone grattugiata
un pizzico di sale
4 tuorli di uova sode
150 gr di fecola di patate
250 gr di farina 00

Preparazione

Preparare i tuorli sodi: mettere 4 uova in un tegame, coprirle con acqua fredda (ed un cucchiaio di aceto), portare a bollore e da quel momento contare 10 minuti di cottura.

Spegnere il fuoco, immergere le uova in acqua fredda e dopo 5 minuti recuperare i tuorli.

In una ciotola unire il burro, lo zucchero, la scorza di limone, il sale e mescolare.
Aggiungere a questo punto i tuorli delle uova, amalgamarli bene al burro fino ad ottenere un composto giallo ed omogeneo.
Unire fecola e farina, ottenere un composto liscio e riporre in frigo a riposare, finché l’impasto si sarà rassodato a sufficienza per essere steso col mattarello. Io preparo l’impasto il giorno prima per quello seguente, ma può essere sufficiente anche qualche ora.

Biscotti che valgono.

Riprendere l’impasto, stenderlo a 1/2 cm di spessore, ritagliare delle margherite col taglia biscotti, disporle sulla placca rivestita di carta forno e cuocere per 7- minuti a 200°.

Lasciar raffreddare completamente sulla teglia prima di spostarli perché sono estremamente fragili. Una volta freddi spolverizzare con zucchero a velo e trasferirli delicatamente nel contenitore scelto per conservarli.

Vale la pena aspettare almeno 12 ore prima di consumarli, ma se proprio non si resiste…addentare e bon ;).

Biscotti che valgono.

ENGLISH RECIPE

CANESTRELLI (O MARGHERITE DI STRESA)

220 g cold butter
120 g confectioner’s sugar
the zeste of half a lemon
a pinch of salt
4 hard boiled egg yolks
150 g cornstarch
250 g all purpose flour

Method

Prepare your hard boiled eggs and keep the yolks.
In the bowl of your stand mixer put the butter, the lemon zest and the salt and mix (using the paddle attachment).
Add the yolks, wisk again and finally sift in the flour and the cornstach. Mix well untill you’ll have a smooth and soft dough, wrap it in cling film and let it cool in the fridge for a few hours.
Take the dough out of the fridge, roll it to about 1/6 inches, cut the cookies (traditionally they’re cut in a daisy shape, as “margherita” means “daisy”), put them on a baking tray with baking paper on it and cook in a preheated oven (360°F) for about 7 minuts.
They have to be pales, not golden brown.
These cookies are extremely fragiles, that is way you have to let them cool completely before taking them to a wire rack.
Sprinkle some confectioner’s sugar and store them in an airtight container.

 

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Pubblicato: 5 marzo 2014

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dolci, Dolci monoporzione